Il Nord chiude ancora gli occhi sulle mafie

Solo il 38% degli italiani pensa che la mafia sia presente e socialmente pericolosa nel territorio dove abita, mentre il 52% si divide tra coloro che la ritengono marginale e coloro che la credono preoccupante ma non socialmente pericolosa. E’ il risultato di un sondaggio effettuato recentemente da Libera per analizzare la percezione delle mafie tra i cittadini.

E’ vero che il 74,9% dei nostri connazionali non ha dubbi nell’indicare come globale in tutto il territorio nazionale la presenza delle mafie; però molto più bassa è la percezione della loro effettiva pericolosità sociale. “Quando si dice globale – annota il Rapporto di Libera – spesso si indica qualcosa di indefinibile e lontano. Un oggetto misterioso che si muove in una dimensione sconosciuta a chi vive la dimensione del territorio circostante.  Infatti, solo l’8,5% degli intervistati risponde che la mafia esiste anche nel resto d’Italia. Se poi aggiungiamo che il 7,5% considera la mafia solo letteratura e che bisogna parlare di tante forme di criminalità otteniamo una rappresentazione ancora più indefinita della mafia, una specie di grande fratello dalle mille facce la cui identità non è rintracciabile. C’è ancora difficoltà ad assumere le mafie come questione nazionale. Questa resistenza risulta preoccupante perché proviene dalle regioni del Nord, che determinano l’andamento dell’economia nazionale: dal punto di vista economico le mafie non esistono, o meglio per inesperienza o ancora peggio per convenienza sono accettate come operatori del mercato soprattutto in contesti in cui possono movimentare flussi finanziari e garantire controllo della manodopera a prezzi competitivi. L’assenza di violenza omicida ha consentito alle mafie di nascondersi dietro la circolazione del denaro”.