Non illudiamoci: la mafia è qui

La “Rete seregnese delle associazioni – Legalità, giustizia sociale e tutela dei diritti”, cui Brianza SiCura aderisce della fondazione, ha messo nei giorni scorsi un comunicato stampa relativo agli sviluppi delle vicende giudiziarie che hanno interessato il Comune brianzolo. Lo riproponiamo qui.

Recentemente è stata ricordata in Consiglio Comunale (come pubblicato un anno fa 23 maggio 2018 sulla Gazzetta Ufficiale), la conclusione del procedimento che avrebbe dovuto accertare una correlazione diretta tra le mafie e la macchina comunale.
Archiviazione nota e scontata, perché in caso contrario non ci sarebbero state elezioni, ma un commissariamento straordinario della durata prorogabile fino a 2 anni; inoltre riteniamo che la conclusione non abbia favorito né leso nessuna delle formazioni politiche in corsa, perché se fosse stato altrimenti poco ci avrebbero messo i partiti politici a mettere la notizia a conoscenza dei candidati, rendendola argomento di campagna elettorale (ricordiamo che si è votato a giugno, su due turni).
Quanto preme al Collettivo della “Rete seregnese delle associazioni – Legalità, giustizia sociale e tutela dei diritti” è ricordare che le mafie sul territorio seregnese sono presenti e confermate da diverse operazioni:
2006 operazione Sunrise (scoperta di un deposito d’armi);
2008 operazione Star Wars (scoperta di una discarica abusiva, anche se di dimensioni minori rispetto a quanto scoperto a Desio);
2010 operazione Infinito (scoperta di una ‘locale’ di ndrangheta su Seregno, oltre ad alcune attività legate alla ‘locale’ di Desio);
2012 operazione Ulisse (chiarimenti sulle attività della ‘locale’ di Seregno e delucidazioni su fatti avvenuti negli anni ’90).
Non entriamo nel merito delle operazioni e delle vicende avvenute fra il 2013 e il 2017, in quanto i relativi processi sono ancora in corso. E’ invece confermata l’esistenza di 46 beni confiscati, segno di una presenza consistente della criminalità organizzata in termini di patrimonio. E’ per questo importante non minimizzare il problema in quanto, a fronte dei dati emersi, è evidente il rischio potenziale di condizionamento dell’attività amministrativa sul territorio.